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Evandro Muti spazia
con le sue opere tra l’imprevedibile e l’impenetrabile senso della
libertà associato all’idea avventurosa del viaggio rivolto verso un
ignoto noto, un viaggio che trascina via, che brucia la vita, binari
interminabili che sollecitano la fantasia e dove frammenti di vita
assumono le sembianze di una dimensione… altra, binari che
trascinano ed inglobano voglia di vivere, brevi solitudini, piccole
paure, attimi di riflessioni e di percezioni personali lontani dal
ritmo frenetico, meditazioni che occupano improvvisamente la nostra
dimensione spazio-temporale dando luogo ad un viaggio nel viaggio
dentro noi stessi.
Quello di Muti è uno
sguardo alla vita tendenzialmente positivo dove i colori, essenza
del suo percorso interiore, assumono un ruolo primario, sintetizzano
bagliori e frammenti di cose viste; un colore, quello di Muti, così
definito da eclissare la stessa istintiva identificazione del
soggetto dell’opera perché il suo è un colore che crea, che dà forma
e provoca le intuizioni.
Sono frammenti e parti
di vecchi treni, treni visti da bambini e rimasti nell’immaginario
collettivo, treni che nella loro inconsistenza fisica rappresentano
un modo inconsueto per continuare un viaggio già intrapreso.
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