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Parallelamente al
segno, Muti tesse una sua storia colorata iniziata con le tempere
sin dal 1969 che porta avanti con sicurezza e decisione metodica che
direi congeniale alla sua struttura mentale fortemente artigianale
(nel senso più alto della parola), cioè poeticamente intenzionato a
costruire, (come l’ape il favo
che conterrà il miele) gli spazi necessari affinché la luce-colore
da stendere sui cartoni non si disperda inutilmente fuori dei suoi
incredibili tasselli così sinfonicamente accordati.
Vasarely cerca di
stupire col cerebralismo e connivenza elettronica, Muti cerca di
farti innamorare del suo musicalismo poeticamente cromatico.
SIRO (Umberto
Spironello), Roma 1977
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